Written by 7:37 pm Rettorato, UniBas

La comunicazione

Lanciare l’immagine del nostro Ateneo su un piano nazionale e internazionale

Sembra che sia ormai chiaro a tutti l’impatto che la comunicazione ha nelle attività e nelle relazioni del nostro Ateneo, sia all’interno che all’esterno di esso e in un’ottica di trasparenza e partecipazione.

In connessione con quanto detto nelle pagine precedenti, i processi di comunicazione, già sviluppati e meglio organizzati negli ultimi mesi, dovranno accompagnare il percorso ipotizzato verso una generale riorganizzazione dei servizi, contribuendo alla definizione di una rinnovata visione della struttura universitaria nel suo complesso: da un modello burocratico e centralistico a un sistema semplificato, trasparente e comunicativo.

Le attività di comunicazione del nostro Ateneo hanno fino a oggi diretto i propri sforzi essenzialmente verso programmi di incremento delle iscrizioni, mentre forse con molta meno efficacia ci si è mossi per comunicare i progetti di ricerca e i risultati raggiunti dalle molteplici aree disciplinari presenti nell’Ateneo, oltre che le attività condotte nell’ambito della Terza missione. In questa direzione, e coerentemente con le linee programmatiche prospettate nelle pagine precedenti, un compito specifico della comunicazione di Ateneo dovrebbe essere quello di diffondere le eccellenze presenti, i programmi di ricerca, i risultati raggiunti.

Inoltre, sarebbe opportuno distinguere fra la comunicazione dell’immagine generale dell’Ateneo e quella riguardante l’offerta formativa. La prima dovrebbe essere gestita centralmente, la seconda potrebbe essere gestita dalle strutture primarie e dai Corsi di Studio, che soli conoscono le proprie esigenze e specificità. Nel secondo caso si dovrebbe cercare di lanciare l’immagine dell’Università su un piano nazionale e, anche, internazionale, attraendo studenti anche da altre aree geografiche grazie a una offerta formativa in alcuni casi unica, ma in ogni caso sempre di qualità, cercando di reperire nel bilancio le risorse economiche adeguate al raggiungimento di tali obiettivi.

Il lavoro che si dovrà portare avanti sarà quello di allineare il reale valore delle nostre attività con la percezione, interna ed esterna, di quello che l’Università della Basilicata è e produce, in termini di didattica, di ricerca, di Terza missione, di servizi agli studenti e al personale, di lavoro di tutte le strutture operative, a livello sia centrale sia periferico.

Ciò richiede un incremento delle azioni volte alla crescita della comunicazione tanto esterna, attraverso i canali tradizionali e i canali social – strumento ormai irrinunciabile, da usare in modo più significativo e sistematico e a cura di personale in possesso delle necessarie competenze -, quanto interna, rivolta agli studenti, al personale tecnico e amministrativo, ai docenti e ai ricercatori e alla quale occorre rivolgere un’attenzione particolare.

Non dobbiamo dimenticare che i migliori stakeholders dell’Ateneo sono i nostri studenti, i nostri docenti, il nostro personale tecnico-amministrativo, i nostri laureati. Ed è soprattutto su questo che si dovrà orientare la nostra politica comunicativa, prestando soprattutto attenzione a quella che costituisce la maggiore ricchezza dell’Università: le nostre risorse umane.

Per quanto riguarda la comunicazione esterna, attraverso i rapporti con la stampa, inostri canali social, le iniziative sul territorio che l’Ateneo organizza o a cui collabora, dovremo diffondere e far conoscere in maniera più ampia e capillare le attività di ricerca i suoi risultati, le collaborazioni con enti locali, nazionali e internazionali, le iniziative che impattano sulle nostre comunità, il valore dell’attività didattica dei Corsi di Studi, della formazione post-lauream, del trasferimento tecnologico.

Non devono esserci dubbi sul ruolo che l’Università ha per un territorio difficile come quello lucano, e meridionale in genere. Il nostro compito, sul piano della comunicazione, dovrà essere quello andare oltre i cliché che riguardano il nostro Ateneo e che a volte sono stati utilizzati per etichettarlo come inutile per il territorio, quasi fosse un ente che assorba risorse senza produrre valore.

La promozione del nostro Ateneo deve avvenire quotidianamente: attraverso quello che facciamo, che deve essere raccontato e veicolato; attraverso la creazione di un’identità visiva e di un’immagine che ci rappresenti ovunque e in qualsiasi attività; attraverso campagne di comunicazione e di promozione in funzione non solo delle nuove iscrizioni ma anche di quanto realizziamo; attraverso quello che condividiamo anche al nostro interno.

Fondamentale è, ancora una volta, riappropriarsi del senso di appartenenza all’Ateneo e ai suoi valori e ciò potrebbe avvenire puntando sulla comunicazione interna, che negli anni trascorsi è stata forse un po’ trascurata. Bisognerebbe, invece, fornire a personale e studenti indicazioni continue, semplici e chiare, che consentano loro di essere informati sempre su cosa fare e su come farlo; ampliare le informazioni sulle attività svolte a tutte le strutture dell’Ateneo; condividere i risultati di attività di didattica e ricerca; creare una rete Intranet in cui reperire documenti e modulistica; semplificare la comunicazione tra uffici e con gli uffici. Anche queste sono buone pratiche di comunicazione.

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Photo by Panos Sakalakis on Unsplash

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