Written by 11:10 am Rettorato, UniBas

Con corpi diversi ma uguali nello spirito: la comunità di persone

Comunità è un termine abusato nel linguaggio corrente, suggerisce uniformità, eguaglianza e parità fra i suoi membri, valori formali più che ideali, sostanzialmente inesistenti. Ed è per questo che esso necessita di essere chiarito contestualmente al programma di candidatura di Ferdinando Mirizzi.

Noi intendiamo comunità come un gruppo di persone che condivide un obiettivo comune, senza costringere o richiedere a chi ne fa parte di conformarsi a un modello ideale di individuo. La forza della comunità, la sua capacità di raggiungere gli obiettivi che si prefigge, non sta nell’imporre vuote regole formali né nel definire quale sia l’individuo ideale che merita di farne parte. La forza della comunità sta nelle differenze piuttosto che nelle similitudini.

C’è un concetto buddista che esprime bene questa idea di comunità che alla base pone la libertà individuale quale uno dei suoi valori fondamentali: itai doshin.

Itai doshin in giapponese significa “con corpi diversi ma uguali nello spirito”. In altre parole ciascuno di noi può contribuire al benessere della comunità e al raggiungimento degli obiettivi con le proprie peculiarità individuali, il proprio carattere, sesso, genere, cultura, religione, abilità, ecc. In questo concetto di comunità le differenze individuali non sono un ostacolo, ma piuttosto una risorsa, perché tutte apportano un proprio creativo e specifico contributo al successo della comunità.

Una comunità ha senso quando condivide obiettivi. Forse qualcuno si chiederà “Sì, ma quali sono gli obiettivi”? Non dovrebbe essere necessario ricordarlo, e una tale momentanea dimenticanza rivelerebbe il basso livello di affezione raggiunto nella nostra comunità. In ogni caso lo ricordiamo. Gli obiettivi della nostra comunità accademica sono, in generale, il compimento delle sue funzioni istituzionali, l’aumento del valore complessivo dell’Ateneo e il benessere della comunità di persone rappresentata da docenti, PTA e studenti.

Tutte le comunità hanno delle regole, servono innanzitutto a garantire le sue funzioni principali. Ma affinché i membri stiano bene al suo interno, occorre che ciascuno di noi si senta apprezzato e valorizzato quando contribuisce, con il suo lavoro, al raggiungimento degli obiettivi, proponendo procedure alternative e soluzioni ai problemi. Quando ognuno si sente ascoltato. Quando, nel caso dei docenti, può liberamente fare ricerca nel contesto più favorevole e didattica nel migliore dei modi. Quando gli studenti possono trovare sempre un supporto per migliorare le loro abilità e carriere. La libertà, dunque, è poter esprimere il proprio valore individuale in un ambiente favorevole che per essere tale ha bisogno del contributo di tutti.

Francesco Marano

Photo by Marc Najera on Unsplash

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