Written by 11:09 am Rettorato, UniBas

Per una ricerca pluralista

Spesso si utilizzano i termini “multidisciplinare”, “interdisciplinare”, “transdisciplinare” come delle parole magiche che dovrebbero automaticamente procurare efficacia e validità alla ricerca. 

Parlando di integrazione tra culture disciplinari, intendiamo una forma di pluralismo epistemologico (Miller et alii 2008), finalizzato a mettere in dialogo le teorie della conoscenza delle diverse discipline, con l’obiettivo di rispondere alle sfide integrate e complesse che le questioni (sociali, ambientali, sanitarie, economiche, giuridiche, tecnologiche) contemporanee pongono alla ricerca.

Le culture disciplinari – ovvero le diverse concezioni di ciò che costituisce conoscenza, di come questa si produca e si applichi, di come essa vada validata, di quali siano i metodi, di come gli oggetti di studio vadano concettualizzati, di quali siano le categorie di osservazione, di come si svolgano le interrelazioni tra i ricercatori – rappresentano sistemi più ampi rispetto al lavoro dei singoli ricercatori e costituiscono la base comune delle comunità scientifiche. A sua volta, il pluralismo epistemologico rappresenta un sistema più ampio rispetto ai sottosistemi disciplinari e mostra le relazioni che li legano reciprocamente.

Una università pluralista è quindi, a nostro parere, una comunità di comunità. Nell’Università che abbiamo in mente, le culture disciplinari entrano in relazione, esplicitando le proprie categorie di base, concetti-chiave, metodologie, allo scopo di favorire la reciproca conoscenza interpretativa (Petrie 1976). In questo modo, le diverse epistemologie riconoscono reciprocamente la rispettiva validità, si adattano e si integrano attraverso costanti negoziazioni, formulano insieme i problemi complessi ai quali si propongono di rispondere. 

Questo non è un progetto astratto, se si considera che la natura stessa dei dipartimenti e delle altre strutture primarie implementa il dialogo tra diverse culture scientifiche. Tuttavia, siamo consapevoli che questo modello richieda una riorganizzazione delle risorse accademiche (intellettuali, amministrative e finanziarie) e un costante supporto da parte della governance dell’Ateneo. Inoltre, esso presuppone una predisposizione d’animo ed un sacrificio di coscienza che portano alla ricchezza degli animi ed alla crescita della cultura.

Thaddeus R. Miller, Timothy D. Baird, Caitlin M. Littlefield, Gary Kofinas, F. Stuart Chapin III and Charles L. Redman, Epistemological Pluralism: Reorganizing Interdisciplinary Research,  Ecology and Society, Vol. 13, No. 2, 2008.

Hugh G. Petrie, Do You See What I See? The Epistemology of Interdisciplinary Inquiry, The Journal of Aesthetic Education, Vol. 10, No. 1, 1976, pp. 29-43.

Domenico Copertino e Antonella Guida

Photo by Science in HD on Unsplash

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