Written by 7:57 pm Rettorato, UniBas

Valorizzare le risorse

È certo che abbiamo il diritto di sognare, e di continuare a farlo anche in condizioni difficili. Per noi – in questa piccolissima sede universitaria del sud – difficilissime. Già è difficile trovare le ragioni di esistenza di una piccola università con delle originalità nel rapporto tra ricerca e innovazione. Difficile è progettare la multidisciplinarietà, che ormai deve caratterizzare sedi e dipartimenti, a prescindere dalla didattica. Ma ancora più difficile è fare tutto ciò in tempi di pandemia, e su cui ormai tutti dobbiamo interrogarci per i cambiamenti necessari, e che ci costringono a caricarci di una grande responsabilità. Io partirei da qui, perché nel confronto si può trovare la ragione di una collettività scientifica consapevole di non doversi isolare nelle proprie specificità e per uscire in modo resiliente dalle crisi a cui siamo abituati nel sud da un più di un secolo. Il cambiamento di questi tempi è evidente che non nasce più da un progetto che pone l’uomo al centro dell’universo ma dalla forza che la natura, i suoi cicli, anche nelle economie circolari, impongono al di là di tutto. Bisogna chiedersi quale originalità innovativa potrà avere l’Università della Basilicata nella consapevolezza della gravità dell’abbandono di tanta ricchezza nelle aree più difficili del nostro Mezzogiorno. Solo con una convergenza di persone, luoghi, strategie, connessioni nuove con l’Europa si potrà praticare una rigenerazione circolare delle città, dei territori e di chi vuole continuare a vivere a partire dalle proprie risorse. Al Rettore chiederei di continuare a sognare ma anche di essere concreto in queste condizioni difficili. Ma soprattutto di tenere conto che nessuna delle risorse umane di cui dispone questa università può essere trascurata o esclusa da una comprensione di quanto appena detto per i contributi necessari alla valorizzazione delle energie più creative e positive in condizioni difficili. Come anche il Papa mi sembra sostenere. Perché non è l’isolamento a valorizzare l’innovazione nei metodi della ricerca.

Ina Macaione

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