Written by 7:41 pm Rettorato, UniBas

Il ruolo dei Centri di Servizio

Valorizzazione e potenziamento delle strutture di servizio, vitali per il funzionamento dell’Ateneo

Nell’Università della Basilicata sono attualmente attivi tre principali Centri di Servizio (CAOS, CLA, ICT), a cui bisogna aggiungere la Biblioteca Centrale di Ateneo con la sua articolazione nel Polo delle Scienze Umane al rione Francioso, in quello Tecnico- scientifico presso il Campus di Macchia Romana e quello ubicato all’interno del Campus in Via Lanera, a Matera. Tali Centri hanno svolto sin qui una essenziale funzione di supporto alle attività in cui sono impegnati l’Ateneo e le sue strutture primarie, garantendo la copertura di servizi indispensabili, che dovranno essere potenziati nei prossimi anni.

a. Servizi di orientamento, tirocini e placement

Tali servizi sono attualmente gestiti dal Centro di Ateneo Orientamento Studenti (CAOS), attivo nel nostro Ateneo fin dal 2003, che garantisce un servizio di sportello dedicato alla prima informazione e all’assistenza agli studenti, a sostegno della scelta da effettuare. Si tratta, dunque, di un servizio rivolto principalmente agli studenti delle scuole secondarie di II grado e, in genere, a chi intende intraprendere un percorso universitario. Il Centro si occupa anche della produzione e della distribuzione di materiale informativo riguardante l’offerta formativa dell’Università, ha contatti con i referenti per l’orientamento degli istituti scolastici di istruzione superiore del territorio, organizza le attività relative ai percorsi di alternanza scuola- lavoro e le diverse manifestazioni e attività di orientamento, compresi gli eventi di diffusione (open day). Il CAOS è anche chiamato a coordinare le attività di orientamento “in uscita” e si occupa, inoltre, dei tirocini studenteschi, che rappresentano ovviamente un’importante occasione di formazione e di primo contatto col mondo del lavoro. Pur riconoscendo i buoni risultati prodotti sino a oggi dal CAOS, io credo, in relazione e coerentemente con quanto riportato nel paragrafo 7e, che le funzioni da esso fin qui esercitate debbano essere ricomprese in futuro nella riorganizzazione di tutto il sistema di Ateneo di gestione della didattica, interno all’amministrazione centrale ma in raccordo con le specifiche esigenze delle strutture primarie, con un’ottimizzazione dei costi e delle tempistiche lavorative, come del resto già avviene in molti altri Atenei italiani. È in tale ottica, inoltre, che le attività di placement necessitano, tuttavia, un rafforzamento in termini organizzativi e di coordinamento con le strutture primarie e con il tessuto produttivo e istituzionale del territorio, anche a beneficio della programmazione didattica, supportandola con una costante analisi dei diversi settori lavorativi, con un focus particolare sulle attività produttive del territorio regionale, non solo per i laureati di primo e secondo livello, ma intervenendo anche a favore dei profili più alti della formazione: i dottori di ricerca. Più in generale, in un processo di riorganizzazione generale, risulta utile irrobustire strumenti, organizzazione e competenze del placement rendendole strutturalmente adeguate ad una funzione che è sempre più rilevante e strategica per il posizionamento, la competitività e l’attrattività dell’Ateneo.

b. Servizi per la formazione linguistica

I servizi per la formazione linguistica sono demandati al Centro Linguistico di Ateneo (CLA), attivo nella nostra Università dal 2000. Da allora il CLA assicura la formazione linguistica agli studenti di tutte le strutture e di tutti i nostri Corsi di laurea e di dottorato; promuove, inoltre, e organizza corsi di formazione e/o di aggiornamento in lingua francese, inglese, spagnola e tedesca anche per gli studenti e gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado; implementa progetti e intese con Enti Certificatori Internazionali con l’organizzazione, in sede, di sessioni di esami; assicura uno specifico e aggiornato insegnamento delle lingue straniere, ricercando modelli per la didattica e sviluppando le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e funziona come centro di documentazione e di sviluppo dei materiali relativi all’insegnamento e apprendimento delle lingue; promuove scambi, incontri, collaborazioni, contratti e convenzioni con Istituzioni, Enti, Associazioni e Scuole in ambito regionale, nazionale e internazionale; organizza corsi di lingua italiana come L2 per studenti stranieri. Ancora, il CLA provvede all’organizzazione ed esecuzione di tutte le sessioni di prove di accertamento linguistico per le strutture dell’Ateneo, sia nella sede di Potenza che in quella di Matera, anche per le attestazioni di livello linguistico per gli studenti Erasmus in uscita. Offre servizi di autoapprendimento (con siti web e software per le lingue), sala consultazione (con materiale didattico in lingua), cineteca (con circa 6.000 dvd e video in lingua originale) e piattaforma e- Learning. Il CLA svolge una funzione indispensabile per una Università che guardi ai processi di internazionalizzazione come a uno dei suoi assi privilegiati di sviluppo, pur non essendo oggi dotato delle risorse finanziarie necessarie per soddisfare tutti gli impegni che è chiamato a svolgere, se si tiene conto che i collaboratori ed esperti linguistici attualmente attivi non sono sufficienti per garantire le ore necessarie per i servizi erogati, per cui occorre ricorrere a esperti linguistici esterni all’Ateneo attraverso l’attivazione di contratti di diritto privato. E ciò nonostante significative entrate aggiuntive provenienti dalle attività rivolte ad esterni (corsi liberi, progetti di formazione e aggiornamento). Chi conosce la situazione del Centro sa che le criticità che ne segnano le attività sono destinate rapidamente a crescere in virtù del progressivo pensionamento di CEL, oltre che di unità del personale tecnico- amministrativo ora in servizio presso di esso. Appare pertanto necessario e urgente affrontare il problema del potenziamento del CLA e, poiché appare difficile pensare a una politica di reclutamento nelle condizioni date, una possibilità alternativa potrebbe essere quella di concedere in outsourcing l’intero “pacchetto” della didattica delle lingue straniere per i corsi di studio delle strutture primarie e concentrare le risorse umane e finanziarie residue per una didattica mirata, quali i corsi di lingue dei corsi di studio con indirizzo linguistico del DISU, i dottorati di ricerca, gli studenti Erasmus.

c. Servizi informatici e telematici

I servizi informatici e telematici sono gestiti dal Centro Infrastrutture Sistemi ICT, che molti di noi nel linguaggio corrente continuano a chiamare CISIT.
Come è a tutti noi noto, esso ha come obiettivi la gestione e lo sviluppo delle attrezzature e delle risorse informatiche e telematiche dell’Ateneo, nonché la formazione di personale. Tra le altre cose, il Centro provvede alla formazione e alla consulenza a favore dell’utenza scientifica e tecnico-amministrativa in relazione alle attrezzature hardware e software in dotazione e, soprattutto, garantisce l’accesso alle risorse di calcolo per tutto l’Ateneo e alla rete internazionale attraverso la rete scientifica nazionale GARR che collega tutte le università italiane ed i centri di ricerca scientifica in Italia e nel mondo. Il funzionamento dell’ICT è assicurato dalla dotazione ordinaria assegnatagli dagli organi collegiali competenti, che si è inevitabilmente assottigliata negli ultimi anni, mentre sono mancati del tutto quei contributi straordinari ministeriali o di enti locali che, pure, sono statutariamente previsti. Il Centro, a mio avviso, sostiene adeguatamente il fabbisogno dell’Ateneo, grazie soprattutto all’impegno del personale a esso afferente, purtuttavia occorrerebbe espandere le attività di supporto tecnologico agli utenti interni all’Ateneo, per cui sarebbe necessario un supporto decisamente maggiore all’ICT.

d. Servizi bibliotecari

I servizi bibliotecari rappresentano una componente fondamentale della vita universitaria. Nel corso degli anni la Biblioteca Centrale di Ateneo ha potenziato le due sedi del Polo scientifico e Polo Umanistico, che con peculiarità proprie svolgono compiti essenziali per lo studio e la ricerca. A fianco della tradizionale consultazione del cartaceo, va crescendo quella delle risorse digitali, acquistate dall’Ateneo, condivise con altri consorzi o anche in Open Access. Sarebbe opportuno sviluppare ulteriormente il Document Delivery, per ridurre il peso economico degli abbonamenti, ma anche allinearsi con le tendenze dell’editoria scientifica. In questa direzione è un ottimo segnale la creazione della BUP, che si muove proprio nell’ambito dell’Open Access. Digitalizzare e informatizzare non significa svuotare le sale di lettura, che mantengono la loro funzione di luogo di consultazione del cartaceo e spazio di aggregazione per studenti, ricercatori e docenti; proprio per questo bisognerà individuare le modalità per garantirne orari più ampi di apertura. Il problema del personale è vivo anche qui e bisognerà puntare a un ricambio molto attento delle unità in uscita. La carenza è ancora più evidente per la sede di Matera, dove oltre a un posseduto cartaceo di limitata entità, non si può contare su personale qualificato, in grado di guidare almeno all’utilizzo delle risorse digitali di cui pure la Biblioteca dispone.

(Fotografia di Glenn Carstens, da www.unsplash.com)

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