Written by 7:42 pm Rettorato, UniBas

Il terzo livello della formazione

Sostenere, valorizzare e potenziare

Il terzo livello di formazione, o anche formazione post-laurea, rappresenta un ambito di attività che contribuisce alla qualificazione dell’istituzione universitaria, poiché risponde alla necessità di far acquisire ai laureati le metodologie più avanzate e innovative per una buona ricerca. A tale ambito il nostro Ateneo ha sempre prestato una specifica attenzione, con riferimento soprattutto ai Dottorati, decisamente meno nell’ultimo decennio a Master e Corsi di perfezionamento, mentre un suo fiore all’occhiello è tradizionalmente costituito dall’unica Scuola di Specializzazione attiva, quella in Beni Archeologici, fondata nell’a.a. 1990-1991, prima istituzione dell’Ateneo nella sede di Matera, e riorganizzata nell’a.a. 2010/2011 a seguito della Riforma disposta dal D.M. 31 gennaio 2006. Il conseguente nuovo ordinamento ha favorito un approccio multidisciplinare e la formazione di figure che riuniscono più competenze, pur mantenendo la necessaria specificità legata ai campi disciplinari caratterizzanti dei due curricula di Archeologia classica e Archeologia tardoantica e medievale in cui si articolano l’attività didattica e le connesse attività di scavo, di studio e di laboratorio.

La Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici costituisce fin dalla sua istituzione un punto di riferimento per la formazione di eccellenza degli archeologi professionisti, che devono possedere una formazione approfondita e specifica, costruita e fondata nell’ambito delle discipline archeologiche, con una particolare attenzione agli aspetti contestuali e territoriali e in una prospettica interdisciplinare.

Relativamente alla ricerca, una particolare attenzione è rivolta al rapporto con il territorio della Basilicata e dell’Italia meridionale in cui la Scuola opera. I numerosi progetti di indagine archeologica coordinati dalla Scuola e dai suoi docenti, inoltre, hanno coinvolto negli anni diverse Università italiane e straniere (Roma “La Sapienza”, Roma “Tor Vergata”, Napoli “Luigi Vanvitelli”, Amsterdam, Granada, Pau, Rennes, Parigi “École Pratique des Hautes Études”).

La Scuola è dunque un punto di eccellenza dell’Ateneo, il cui sostegno dovrà rientrare, in continuità con quanto fatto dalle governance precedenti, nell’ambito delle azioni strategiche dell’Ateneo volte a rafforzare l’attrattività della formazione di terzo livello. In questa direzione si colloca, ad esempio, la recente proposta della sua trasformazione in una Scuola di Specializzazione interateneo tra Unibas e Unical.

Una maggiore attenzione, poi, è da porre sui Master come formazione finalizzata all’immissione nel mercato del lavoro sulla base di strutture e soggetti del mondo produttivo ed esterni alla realtà accademica. Così come sarebbero interessanti progetti per l’aggiornamento delle competenze di chi già opera in campo lavorativo con l’istituzione di Corsi di perfezionamento, che potrebbero riguardare vari settori, sia delle scienze tecnico-applicative che delle scienze umane e sociali.

Un accenno a sé meritano poi i Dottorati di ricerca, sulla cui fondamentale importanza per la nostra Università non è neppure il caso di soffermarsi. Mi limiterei qui a evidenziare alcune misure che ritengo necessarie a sostegno di un ambito nevralgico nelle politiche di formazione e di ricerca, per il quale finora il nostro Ateneo mi sembra che abbia operato molto bene, considerati i vincoli, sia di natura finanziaria sia derivanti dai regolamenti vigenti a livello nazionale. Si pensi anche ai lusinghieri risultati ottenuti con la partecipazione ai bandi PON MIUR e alle borse finanziate grazie alle misure sui “Dottorati innovativi di ricerca con specializzazione in tecnologie abilitanti in industria 4.0” adottate dalla Regione Basilicata.

Sui Dottorati dirò qui soltanto che la strategia globale dell’Ateneo nei confronti del sostegno e del potenziamento dei percorsi dottorali potrà riguardare i seguenti obiettivi:

  1. Supporto alle attività di perfezionamento linguistico e informatico;
  2. Maggiore integrazione tra i diversi dottorati di Ateneo e promozione di dottorati di ricerca in consorzio o in convenzione con altri Atenei, privilegiando quelli stranieri nella fondamentale logica dell’implementazione delle attività di internazionalizzazione di cui si è detto in 8d;
  3. Potenziamento e miglioramento della Comunicazione di Ateneo, tramite sito web, dell’offerta formativa dei Dottorati, con informazioni generali sui curricula, sui collegi docenti, sui dottorandi e sui dottori di ricerca (Albo), sul monitoraggio dei PhD, sulle Università partner, sulle Aziende Partner, ecc.;
  4. Promozione e attivazione delle Borse di dottorato in co-tutela con Atenei e Istituti di ricerca stranieri;
  5. Incremento di progettualità e partecipazione per borse di dottorato di ricerca industriale, con l’auspicio che il Ministero continui con la politica di Bandi di Dottorati innovativi;
  6. Intensificazione del rapporto con la Regione Basilicata sulle strategie S3, istituendo laboratori connessi alle linee di programmazione come incubatori di impresa Entrepreneurial Academy;
  7. Attivazione di borse di dottorato in convenzione con aziende, intensificando il rapporto con i Cluster regionali e prevedendo la possibilità di stage aziendali durante il dottorato. In questo modo è possibile raggiungere il duplice scopo di favorire la disseminazione di innovazione e competenze nel tessuto produttivo regionale e di avvicinare i dottorandi al mondo del lavoro.

(Fotografia di MD Duran, da www.unsplash.com)

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